I Capi di Stato e di governo dell’Unione europea si sono riuniti oggi nel castello di Alden-Biesen, in Belgio, per discutere una strategia comune sulla competitività che coniugasse il completamento del mercato unico, la semplificazione normativa e l’attuazione di una politica commerciale ambiziosa e che ha aperto al One Market Act. Accanto a loro, gli ex premier italiani Enrico Letta e Mario Draghi, autori rispettivamente del rapporto sul mercato unico e di quello sulla competitività europea.

Il vertice si apriva su due linee politiche distinte. Da un lato, la proposta del presidente francese Emmanuel Macron, favorevole al ricorso agli eurobond e a un sistema di preferenza per le industrie europee, dall’altro, la posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz – sostenuta in tandem con la premier italiana Giorgia Meloni e, soprattutto, appoggiata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – orientata verso uno schema più leggero di Made with Europe, capace di includere anche i partner commerciali dell’Unione. La divergenza era già emersa ieri allo European Industry Summit, cui i leader avevano preso parte; tuttavia, nel raggiungere la sede del vertice odierno, sia Merz sia Macron avevano lasciato intendere la possibilità di un’intesa.

Un’altra nube che ha circondato il castello belga si è vista con le critiche del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e del suo omologo irlandese Micheál Martin che si sono detti perplessi relativamente al pre-vertice organizzato nella mattinata di oggi da Italia, Germania e Belgio, nato per facilitare il dibattito del vertice ma visto come divisivo, in quanto esteso solo a 19 dei 27 Stati membri.

I lavori sono cominciati con Draghi che ha messo in luce l’urgenza per l’Unione europea di passare dalle parole ai fatti, in quanto “da quando è stato presentato il rapporto sulla competitività, il contesto economico si è deteriorato”. Letta si è mostrato da subito più ottimista, pubblicando sui social la foto di una benaugurante coccinella volata sul tavolo dei leader europei.

Successivamente al confronto con i due relatori dei rapporti, il Consiglio europeo ha diffuso una nota in cui ha chiarito la posizione sul completamento del mercato unico, definito “la miglior riposta possibile a Trump e il fondamento della sovranità europea”.

I capi di Stato e di governo hanno dichiarato di voler progettare un accordo istituzionale, denominato One Market Act, pensato per dare una nuova spinta al completamento del Mercato unico europeo. L’iniziativa sarebbe strutturata come una vera e propria matrice, fondata su tre pilastri di integrazione verticale – servizi finanziari, energia e connettività – considerati settori strategici per rafforzare la competitività e l’autonomia dell’Unione. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione dei mercati nazionali, mobilitando i capitali europei, garantendo sicurezza energetica e prezzi sostenibili, e costruendo un autentico mercato unico delle telecomunicazioni e delle reti digitali.

A questi pilastri si affiancherebbero tre abilitatori orizzontali. Il primo è la cosiddetta Quinta Libertà, ossia la libera circolazione di conoscenza, dati, ricerca, innovazione e competenze in tutta Europa, vista come condizione essenziale per favorire crescita, innovazione e sovranità tecnologica. Il secondo è il 28esimo Regime, che dovrebbe offrire alle imprese innovative un quadro giuridico e normativo più semplice e realmente europeo, facilitandone lo sviluppo oltre i confini nazionali. Infine, l’agenda pone l’accento sulla dimensione sociale e territoriale del Mercato unico, con la garanzia che la mobilità resti una scelta e non un obbligo, rafforzando la coesione e riducendo le disuguaglianze tra regioni.

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Nella conferenza stampa congiunta che ha seguito il vertice, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno riassunto i risultati raggiunti e tracciato le linee politiche che porteranno a decisioni concrete nel Consiglio europeo di marzo.

Costa ha sottolineato come vi sia stata unanimità tra i leader su due priorità fondamentali: la semplificazione normativa e lo sviluppo della competitività europea. L’obiettivo condiviso è passare dalle dichiarazioni di principio a impegni operativi già nei prossimi mesi.

Sul One Market Act, il percorso dovrebbe concludersi tra il 2026 e il 2027, con un passaggio cruciale rappresentato dalla creazione, entro la fine di quest’anno, del cosiddetto 28° regime. Come spiegato da von der Leyen, la Commissione presenterà a marzo una roadmap per il completamento del mercato unico, che partirà proprio dall’attuazione di questo nuovo regime. Parallelamente, semplificazione e riduzione dei costi saranno oggetto di un monitoraggio sistematico, attraverso la pubblicazione annuale di un report del Consiglio europeo sui progressi compiuti.

La presidente della Commissione ha chiarito che, qualora non tutti gli Stati membri fossero pronti ad aderire subito al 28° regime, sarà possibile ricorrere alla cooperazione rafforzata, pur restando preferibile una partecipazione iniziale di tutti.

Nel corso della vertice è emersa anche la volontà di intervenire in alcuni settori strategici, a partire dalle telecomunicazioni, per favorire la nascita di veri e propri campioni europei in grado di competere a livello globale. Più in generale, l’industria europea è stata indicata come un pilastro da proteggere e rafforzare, con particolare attenzione ai comparti della difesa, dello spazio, delle tecnologie pulite e dell’intelligenza artificiale. In questo quadro, la diversificazione delle catene di approvvigionamento e delle partnership economiche resta un obiettivo strategico, così come la possibile introduzione – ha detto Costa – della preferenza europea in settori che saranno individuati in futuro.

Sul fronte della crisi elettrica ed energetica, Costa ha ribadito che la transizione energetica continua a essere considerata la strategia più efficace nel medio-lungo periodo. Tuttavia, è stata riconosciuta la necessità di soluzioni pragmatiche per affrontare le difficoltà attuali, tema che sarà approfondito in modo più dettagliato nel prossimo Consiglio europeo. Mentre, sul digitale, von der Leyen ha annunciato che la Commissione prevede il rafforzamento e l’innovazione delle infrastrutture, accompagnati da nuove strategie dedicate.

Un altro nodo centrale riguarda gli investimenti; la domanda chiave è come mobilitare in modo più efficace i capitali, specialmente quelli privati. La risposta, per il Consiglio europeo, passa dall’accelerazione della Unione dei risparmi e degli investimenti e dalla costruzione di un vero mercato finanziario unico europeo in grado di convogliare il risparmio verso investimenti strategici. In questo quadro è stata richiamata anche la coerenza con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, a conferma di un approccio che unisce competitività, sostenibilità e crescita di lungo periodo.

Per quanto riguarda il commercio internazionale, von der Leyen ha rimarcato che la Commissione continuerà a lavorare sulla diversificazione, riducendo le dipendenze e rafforzando la resilienza dell’economia europea.

A conti fatti, dunque, i Paesi membri non sono ancora arrivati a una conclusione su tutti i dossier, ma c’è un comune impegno perché decisioni definitive possano essere assunte nel prossimo Consiglio europeo di marzo. È comunque chiaro il messaggio politico condiviso: così come nel 2025 l’Unione ha investito nella difesa, nel 2026 l’attenzione e le risorse si concentreranno sulla competitività europea.

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